Pier Paolo Pasolini: le madri vili generano la società borghese

  • Mercedes Arriaga Flórez

Resumen

La ballata delle madri è uno dei componimenti più provocatori presenti nella raccolta Poesia in forma di rosa. Attraverso il linguaggio della rabbia e metafore demolitrici, la rappresentazione “idilliaca” della famiglia viene duramente contrastata: ai padri assenti, ai fratelli fratricidi, e alle madri “vili, mediocri, servili, feroci” si fa risalire l’origine della società borghese con tutti i suoi mali. Pasolini si muove su due scenari contrapposti: quello mitico matriarcale e quello moderno patriarcale, che a sua volta si personificano nella madre del poeta e nelle madri vili dei suoi coetanei. Il costante contrasto fra “l’io” del poeta e il “voi” dei suoi interlocutori-detrattori-nemici, si cifra nel mito della sua diversità, legata, appunto, alla sua origine sacra. Pasolini si sente erede della Dea Madre, non addomesticata dalla società borghese, che per lui rappresenta l’istinto, lo spirito, la forza arcaica, carica di “disperata vitalità”. Il femminile è pensato in una doppia componente, sociale e antisociale, come subordinazione e sovversione, esaltato e idealizzato come principio della differenza, della dissidenza e, pertanto, come segno della sua identità personale e culturale e, allo stesso tempo, degradato e demonizzato come simbolo del conformismo e della sottomissione al sistema capitalista borghese.

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Publicado
2016-10-26
Cómo citar
Arriaga Flórez, M. (2016). Pier Paolo Pasolini: le madri vili generano la società borghese. Cuadernos De Filología Italiana, 23, 141-153. https://doi.org/10.5209/CFIT.54007
Sección
Estudios literarios y culturales