La molteplicità di interpretazioni: l’archivio di Mario Messina (1899-1987) dalla collezione Wolfsonian-FIU per la storia dell’architettura.
Resumen
L’archivio di un progettista costituisce una fonte primaria per ricostruirne l’attività, soprattutto quando si tratta di figure trascurate dalla storiografia. Il fondo inedito dell’architetto Mario Messina (1899–1987), conservato al Wolfsonian–FIU di Miami e recentemente catalogato, rientra tra gli archivi più complessi da interpretare per l’ampia prevalenza di materiali iconografici e la quasi totale assenza di elaborati tecnici. Autore del Cinema Impero di Asmara e collaboratore di Armando Brasini, Messina è rimasto ai margini della storia dell’architettura, ma il fondo — circa 400 unità documentarie — testimonia un’attività lunga e articolata, ricca di progetti rimasti su carta e priva della documentazione relativa alle opere realizzate.
Il contributo mette in luce le potenzialità del fondo come strumento di ricerca, delineando i principali filoni d’indagine: la ricostruzione filologica delle opere, l’evoluzione stilistica, i temi progettuali e il metodo di lavoro dell’architetto, in relazione anche ai contesti urbanistici nazionali e internazionali in cui operò.
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