Credere a Palamede: la responsabilità etico-politica della narrazione relazionale da Cavarero ai femminismi neri nordamericani
Abstract
Leggere il sofista greco Gorgia oggi ci interroga soprattutto su quale sia la nostra responsabilità verso i tanti e le tante «Palamede» della cui storia veniamo a conoscenza solo perché la loro credibilità pubblica viene delegittimata da una narrazione infamante. Nella prima parte di questo articolo approfondisco questo tema a partire dal lavoro di Adriana Cavarero, che muove dal concetto di ontologia della singolarità plurale e sviluppa le sue conseguenze etico-politiche rispetto al tema della narrazione relazionale. Nella seconda parte dell’articolo guardo invece a come Christina Sharpe e Saidiya Hartman, in maniera simile a Cavarero ma più radicale, considerano la narrazione relazionale una pratica politica di cura contro l’oblio delle vite nere negli archivi storici e istituzionali.
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