Credere a Palamede: la responsabilità etico-politica della narrazione relazionale da Cavarero ai femminismi neri nordamericani

  • Valentina Moro Stony Brook University
Parole chiave: narrazione, femminismo, archivio, cura, Platone

Abstract

Leggere il sofista greco Gorgia oggi ci interroga soprattutto su quale sia la nostra responsabilità verso i tanti e le tante «Palamede» della cui storia veniamo a conoscenza solo perché la loro credibilità pubblica viene delegittimata da una narrazione infamante. Nella prima parte di questo articolo approfondisco questo tema a partire dal lavoro di Adriana Cavarero, che muove dal concetto di ontologia della singolarità plurale e sviluppa le sue conseguenze etico-politiche rispetto al tema della narrazione relazionale. Nella seconda parte dell’articolo guardo invece a come Christina Sharpe e Saidiya Hartman, in maniera simile a Cavarero ma più radicale, considerano la narrazione relazionale una pratica politica di cura contro l’oblio delle vite nere negli archivi storici e istituzionali.

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Pubblicato
2026-07-30
Come citare
Credere a Palamede: la responsabilità etico-politica della narrazione relazionale da Cavarero ai femminismi neri nordamericani (V. Moro, Trad.). (2026). Res Publica. Revista de Historia de las Ideas Políticas, 29(2), 179-188. https://doi.org/10.5209/rpub.101606