Homo cosmicus. Considerazioni su un saggio di Angelo Cicatello

  • Array Array Università di Salerno
##plugins.pubIds.doi.readerDisplayName##: https://doi.org/10.5281/zenodo.2386671
Keywords: Kant, antropologia, metafisica, destinazione, mondo, cosmologia, conceptus cosmicus

Abstract

L’articolo commenta una interpretazione dell’antropologia pragmatica di Kant fatta da Angelo Cicatello. Tale interpretazione collega antropologia e metafisica, mostrando che un’antropologia  meramente antropocentrica, schiacciata sulla storia empirica e sul potere dell’uomo, è tanto fallace quanto l’antropologia fisiologica già respinta da Kant. La chiave del collegamento è fornita dal concetto di mondo, da intendersi in senso cosmico come idea di totalità e sistema dei fini cui l’uomo si obbliga, andando oltre se stesso. Il mio commento segue questa tesi alla luce del problema dello Übergang tra sensibile e sovrasensibile, trattato da Cicatello in altri testi. Il commento mette in evidenza che tale passaggio è impraticabile,  resta solo teorico finché non si approfondisce il concetto kantiano di mondo. E mostra che la dialettica cosmologica esposta nella Critica della ragione pura è ancora l’autentico fondamento per comprendere tale concetto, anche in senso morale e antropologico.

Author Biography

Array Array, Università di Salerno
Associate Professor of Theoretical Philosophy at University of Salerno
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Published
2018-12-18
Section
Dialogues